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Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».

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L’inverno a cui si riferisce Giovanni non è solo quello climatico. E’ inverno intorno a Gesù. E i Giudei (qui da intendere i capi della religiosità: Sadducei e Farisei) vogliono strappare dalla bocca di Gesù l’affermazione per avere di che accusarlo. Egli è troppo scomodo per vivere. Le sue azioni denunciano la nostra cattiveria, il nostro egoismo.
Chi voglio essere? E prima ancora…
Chi sono?
“Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato!” – Salmo 2, 7

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In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.

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E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore… Gesù ci spinge fuori dalle nostre chiese, ci spinge nelle piazze, per le strade ad incontrare i nostri fratelli di cammino. Lui è lì, cammina avanti a noi senza pregiudizi, senza rancore, totalmente disposto ad amare, ad ogni costo, fosse anche a prezzo del rifiuto. Se non diventi dono gratuito per chi è solo, per chi soffre non sei di Cristo, non sei cristiano, sei solo un sepolcro imbiancato.

A tutti quelli che incontri, testimonia col sorriso, con l’ascolto, con l’accoglienza, che Dio ci Ama.

“Gioia mia, Cristo è Risorto, Alleluja!” – San Serafino di Sarov

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

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Le pecore ascoltano la voce di Gesù. Rimanete in me e io in voi… Rimanere ai piedi di Gesù più che si può, nella preghiera, cibandosi della sua Parola. E poi via nella vita, imitando il suo amore, il suo dono estremo. Lasciati provocare da Gesù, la sua Parola ferisce e risana. La sua Parola è luce. La sua Parola è verità. Lasciati investire dalla luce, non temere, Lui ti ama così come sei…

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

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Pietro e gli altri 6 discepoli, sono sul lago e attendono… In questa attesa Pietro torna a pescare. Ma qui simboleggia la Chiesa che si lancia nella missione di evangelizzare. E’ Pietro però che decide senza un movimento comunitario. Gli altri lo seguono ma in quella notte gli esperti pescatori non prendono nulla. E’ notte. Come è notte ogni volta che ci muoviamo da soli, che ci stacchiamo da Dio e dai fratelli. Quando Gesù si fa presente sulla spiaggia Pietro è nudo: è la sua condizione di fronte a Gesù. Non ha preso nulla, ed è senza nulla addosso. Gesù li chiama “figlioli”, esprime tenerezza e premura. Li invita a gettare la rete dalla parte destra della barca. Giovanni allude a un passo del profeta Ezechiele (47, 1-10) dove si racconta di una visione, dal lato destro del Tempio sgorga una sorgente che diventa sempre più grande fino ad essere un fiume navigabile. Quelle acque risanano il mare e lungo le sponde crescono alberi magnifici e quelle acque sono abbondantissime di pesci. Con la venuta di Gesù, fonte di acqua viva (Gv 7, 37-39) viene l’alba e le acque si fanno pescose. Giovanni intuisce e riconosce “è il Signore”. Pietro si getta nel mare e diviene lui sì proprio lui il pesce che ad immagine dei pesci appena pescati, nuota veloce verso Gesù, per essere dono a Gesù e da lui ai fratelli. Pietro è desideroso di riappacificarsi con Gesù.

Anche noi siamo Pietro, anche noi vogliamo fare da soli, anche noi facciamo esperienza del non prendere nulla, del non essere nulla e Gesù ci aspetta al varco. Pietro chiese di camminare sulle acque ed ebbe paura. Ora Pietro non ha più nulla da perdere, non teme più, perché vuole cominciare ad amare. E infatti Gesù gli parlerà proprio d’Amore. Gettiamoci nella vita incontro a Gesù, per Gesù e andrà bene.

Ti amo Signore mia forza!

Venuta la sera,
i discepoli di Gesù scesero al mare,
salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare
in direzione di Cafàrnao.
Era ormai buio
e Gesù non li aveva ancora raggiunti;
il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.
Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia,
videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca,
ed ebbero paura.
Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!».
Allora vollero prenderlo sulla barca,
e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

Commento
Venuta la sera… Giovanni non intende solo cronologicamente, si riferisce anche allo stato d’animo dei discepoli che hanno assistito al fatto della moltiplicazione dei pani e al fraintendimento della folla. Gesù è scappato letteralmente dicendo ai discepoli di attraversare il lago, Lui sarebbe arrivato dopo. Dopo quando? E come? In più il lago verso sera si sarebbe trasformato in un posto pericoloso a causa di venti forti che agitavano le acque. Era sera, anche nei cuori dei discepoli che non capivano perché Gesù avesse rifiutato gli osanna della folla. Siamo alle porte della “Crisi Galilaica” quando tutti quelli che lo seguono, apostoli esclusi, lo abbandoneranno. Gesù fa e dice cose che non ci aspettiamo da Lui. Perché permetti questo? E la notte scende nelle nostre anime. Ed è nel bel mezzo di quella notte che Gesù ci raggiunge. Solo se lo vogliamo con noi, solo se lo desideriamo, solo se gli apriamo sinceramente il cuore allora Gesù entra nella barca della nostra vita e tutto si calma. Solo con la preghiera sincera, vero atto di umiltà, prendiamo Gesù nella nostra barca.

“Signore se ci sei, fa che ti conosca.” – P. Charles de Foucauld